Secondo numero della saga adesso in edicola (ne ho già parlato qui) dedicata a Batman, ed è una rivoluzione copernicana. Riguardo alla prima uscita ero stato molto critico, lo ammetto, ma in questa seconda il mio parere cambia completamente.
La prima parte, quella che da il titolo all'albo, parla appunto di Bane, il cattivo venuto fuori nell'ultimo capitolo della saga cinematografica firmata Cristopher Nolan. Il regista inglese ha attinto a piene mani da questa storia che, seppur relativamente corta (54 pagine), è veramente molto intensa e appassionante. Nei sapienti testi di Chuck Dixon, che muovono dalla genesi di Bane e del suo sviluppo psicologico, c'è suspence e ritmo incalzante, in un filo lineare che appassiona il lettore fin dall'inizio, per culminare nell'incontro con Batman, anche in questo caso alterego e nemesi designata del protagonista. L'uomo pipistretto, infatti, resta sullo sfondo, esaltando tutti i tratti psicologici di Bane, folgorato dall'atteggiamento del suo antagonista, che non capisce e che sfida in una tensione quasi filosofica di difficile risoluzione. Il finale poi lascia presagire uno scontro epico che, purtroppo, non possiamo godere in questo albo.
"Batman è Gotham City. Lo osserverò, lo studierò. E quando capirò chi è lui e perchè non uccide, avrò capito anche questa città. E a quel punto, Gotham sarà mia!"
Un'altra perla di un albo a mio avviso veramente bello è la storia principale Città Spezzata, per i testi di Brian Azzarello e le matite di Eduardo Risso. I due autori (non proprio degli sconosciuti), creano un'atmosfera noir che non ha niente da invidiare ai più grandi fumetti del genere. Una Gotham sporca e cattiva mette il nostro eroe alle prese con un delitto efferato. La soluzione la si può ottenere soltanto mettendo le mani nella spazzatura, rovistando negli angoli più bui di una città senza possibilità di redenzione. E nella sfilata di alcuni fra i più importanti nemici di Batman (fra cui Joker e Killer Croc) si capisce subito che a volte le cose sono molto più difficili che quello che sembrano. Una storia veramente interessante e intensa, lunga e appassionante che non delude in nessuna parte: le tavole sono spettacolari, alcune veramente notevoli, e la sceneggiatura, come già detto, è in perfetto stile noir. Da non perdere.
I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori. (Achille Campanile)
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mercoledì 24 ottobre 2012
martedì 16 ottobre 2012
Batman è tornato!
Benedetto sia il cinema! E benedetto sia anche il marketing (molto moderatamente)...
Sull'onda infatti dell'ultimo capitolo dei film di Nolan, è tornata in edicola (con Panorama e Sorrisi e Canzoni) una serie di 10 albi su Batman.
E mentre i fans già si scannano sui forum dicendo "sono storie secondarie", "non si sono sprecati", "io li comprerò solo per decenza", io sono proprio contento e credo che non mi perderò una singola uscita.
Partiamo dall'inizio. Come ogni bambino che si rispetti, l'uomo pipistrello mi ha sempre affascinato un bel po'. Sarà che è miliardario, sarà che non gli interessano veramente le donne, sarà che ha un maggiordomo che tutti vorrebbero avere e che i suoi nemici sono dei fighi assoluti, fatto sta che per ogni nerd che si rispetti Batman è più di un supereroe, è un'istituzione.
Rigirandomi fra le mani questo primo numero, devo ammettere che l'edizione è bella (anche se puzza un po' troppo di petrolio) e fa anche la sua porca figura sullo scaffale insieme agli altri milioni di albi.
Il primo numero, però, mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Sarà che sono un purista, sarà che gioco poco ai videogiochi, ma questo Arkham non mi ha per niente entusiasmato. Come da titolo, infatti, la storia principale del libro è tratta da un fortunato (boh?) videogioco che tratta appunto dell'apertura della città criminale a Gotham, con il sindaco manipolato e indotto a diventare un burattino nel piano criminale di Hugo Strange, protagonista indiscusso. La storia è abbastanza confusionaria e una sfilata di tutti i principali cattivi della saga (Joker, Pinguino, l'Enigmista, ecc ecc), risultando a tratti noiosa e terribilmente scontata. I disegni poi sono quelli digitalizzati: a me non piacciono, ma sono gusti personali. Chiaramente se mettete nel mix tutti questi elementi non sarà difficile capire il perchè non ho trovato questo albo di piacevole lettura e una scelta quanto meno azzardata da parte degli editori, che secondo me hanno seriamente rischiato di perdere compratori ancor prima di cominciare. Non è il mio caso, perchè io continuerò imperterrito a comprare questi albi. Ma la scelta, ripeto, mi ha perplesso.
Belle invece le due storie secondarie. In L'Appuntamento, un Batman molto umano viene sbeffeggiato e tratto in inganno da una Cat Woman molto "fumettosa" e intrigante. Belli i disegni di Tim Sale in delle strisce che scorrono via piacevoli e senza troppo impegno. Menzione d'onore invece per la storia che chiude l'albo, Splash, una sorta di "romanzo animato" nel quale l'equilibrio fra tavole e sceneggiatura è davvero ben calibrato. Ron Marz e Bernie Wrighston costruiscono un ambiente molto dark, misterioso, nel quale nessuno ha ragione ma nessuno ha neanche torto, in perfetto stile-Gotham. Forse le 10 euro se le meriterebbe solo questa perla.
Sull'onda infatti dell'ultimo capitolo dei film di Nolan, è tornata in edicola (con Panorama e Sorrisi e Canzoni) una serie di 10 albi su Batman.
E mentre i fans già si scannano sui forum dicendo "sono storie secondarie", "non si sono sprecati", "io li comprerò solo per decenza", io sono proprio contento e credo che non mi perderò una singola uscita.
Partiamo dall'inizio. Come ogni bambino che si rispetti, l'uomo pipistrello mi ha sempre affascinato un bel po'. Sarà che è miliardario, sarà che non gli interessano veramente le donne, sarà che ha un maggiordomo che tutti vorrebbero avere e che i suoi nemici sono dei fighi assoluti, fatto sta che per ogni nerd che si rispetti Batman è più di un supereroe, è un'istituzione.
Rigirandomi fra le mani questo primo numero, devo ammettere che l'edizione è bella (anche se puzza un po' troppo di petrolio) e fa anche la sua porca figura sullo scaffale insieme agli altri milioni di albi.
Il primo numero, però, mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Sarà che sono un purista, sarà che gioco poco ai videogiochi, ma questo Arkham non mi ha per niente entusiasmato. Come da titolo, infatti, la storia principale del libro è tratta da un fortunato (boh?) videogioco che tratta appunto dell'apertura della città criminale a Gotham, con il sindaco manipolato e indotto a diventare un burattino nel piano criminale di Hugo Strange, protagonista indiscusso. La storia è abbastanza confusionaria e una sfilata di tutti i principali cattivi della saga (Joker, Pinguino, l'Enigmista, ecc ecc), risultando a tratti noiosa e terribilmente scontata. I disegni poi sono quelli digitalizzati: a me non piacciono, ma sono gusti personali. Chiaramente se mettete nel mix tutti questi elementi non sarà difficile capire il perchè non ho trovato questo albo di piacevole lettura e una scelta quanto meno azzardata da parte degli editori, che secondo me hanno seriamente rischiato di perdere compratori ancor prima di cominciare. Non è il mio caso, perchè io continuerò imperterrito a comprare questi albi. Ma la scelta, ripeto, mi ha perplesso.Belle invece le due storie secondarie. In L'Appuntamento, un Batman molto umano viene sbeffeggiato e tratto in inganno da una Cat Woman molto "fumettosa" e intrigante. Belli i disegni di Tim Sale in delle strisce che scorrono via piacevoli e senza troppo impegno. Menzione d'onore invece per la storia che chiude l'albo, Splash, una sorta di "romanzo animato" nel quale l'equilibrio fra tavole e sceneggiatura è davvero ben calibrato. Ron Marz e Bernie Wrighston costruiscono un ambiente molto dark, misterioso, nel quale nessuno ha ragione ma nessuno ha neanche torto, in perfetto stile-Gotham. Forse le 10 euro se le meriterebbe solo questa perla.
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