Appena mi sono rigirato fra le mani questo secondo albo di Zerocalcare, istantaneamente mi è venuta in mente la canzone di Caparezza, Il secondo secondo me. E non perchè non fossi assolutamente certo che mi sarebbe piaciuto, ma perchè effettivamente dopo il successone della Profezia dell'Armadillo confermarsi su quegli stessi livelli mi pareva un'impresa epica.
E infatti, almeno a livello sostanziale, non mi sbagliavo.
Zerocalcare ha fiutato la trappola, l'ha analizzata, e ha saggiamente deciso di evitarla.
Un Polpo alla Gola è, a tutti gli effetti, un'altra opera-prima, totalmente slegata dalla Profezia, con la quale condivide alcuni tratti di stile e alcuni personaggi, virando però in modo deciso verso una dimensione più alta e difficile. Quindi il suo "evitare la trappola" in realtà si è trasformato in una sfida molto più sofisticata, molto più intrigante e per questo ancor più difficile da superare.
E da questo punto di vista direi che è andato sopra le mie più rosee aspettative.
Dopo l'ultima pagina, infatti, rimane un sapore agrodolce, la consapevolezza di aver riso meno dell'albo precedente ma di aver appena letto una cosa completamente diversa e davvero intensa ed emozionante, non rinunciando però al vero tratto distintivo di questo nuovo fenomeno del fumetto italiano contemporaneo: la leggerezza e soprattutto l'(auto)ironia.
Stiamo parlando di una graphic novel in piena regola, con tutto ciò che comporta. La narrazione non è più scandita da brevi strisce legate fra loro, ma si articola in uno svolgimento complesso, addirittura attraverso salti temporali dei protagonisti, sospesi in un'atmosfera che tocca il noir, il giallo e il romanzo di formazione. "Non si guarisce dalla propria infanzia" (la frase della quarta di copertina) porta con sè tutta una serie di conseguenze esistenziali che il nostro Zerocalcare dimostra di padroneggiare con invidiabile maestria. Il ritmo è serrato, si ride fragorosamente ma ci si sofferma anche a riflettere, ed è questa la vera rottura con la Profezia. D'altronde, la scelta stessa di mandare in soffitta l'Armadillo dimostra una sicurezza e una consapevolezza nei propri mezzi indiscutibile.
Della trama non dico nulla, come al solito, perchè in fondo non è importante. Schede di presentazione del libro su internet le trovate a bizzeffe (fra l'altro è l'albo più venduto dell'ultima settimana su Amazon in Italia, addirittura sopra Cammilleri).
Chi ha letto la Profezia dell'Armadillo non potrà non apprezzare un salto in avanti in questo nuovo albo, una sfida che Zerocalcare ha vinto senza alcun dubbio senza rinunciare al suo stile, ma anzi potenziandolo e presentandolo sotto una nuova luce. Adesso manca veramente poco per poter urlare ai quattro venti di avere il nuovo Leo Ortolani: l'attesa per il prossimo albo si fa già febbrile!
Nel frattempo, leggete e rileggete questa storia: non farlo potrebbe farvi venire un polpo alla gola!
I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori. (Achille Campanile)
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sabato 10 novembre 2012
giovedì 18 ottobre 2012
La profezia dell'Armadillo: 10 e lode!
Può un fumetto farti ridere a crepapelle dall'inizio alla fine? Può un fumetto farti pensare "cazzo, ma questo è un fottuto genio!"? Può un fumetto emozionarti, con voli pindarici esistenziali e generazionali mai palesi, ma continuamente nascosti fra le righe?
Beh, la risposta è decisamente sì se si tratta della Profezia dell'Armadillo di Zerocalcare, nuovo enfant prodige della novella fumettistica italiana!
Si ride, ci si diverte, senza mai cadere nel banale in una storia di continui flashback, costellati da trovate a metà fra il nerd e la precarietà, la voglia di scappare e quella irrefrenabile di mettere radici dove non c'è neanche più la terra.
Inesauribili le citazioni, soprattutto attraverso i personaggi secondari, di volta in volta raffigurati con le fattezze di Lady Cocca o di Malick, con l'Armadillo come coscienza "cattiva" e sempre pronta a consigliare e mettere in guardia il nostro protagonista sulle insidie della vita di tutti i giorni.
Mai sfidare, ad esempio, "Il Dio del Giorno Dopo", così come non va mai provocato "Il Guardiano del Tempismo", che ti fa sempre fare la scelta giusta al momento sbagliato. Ed è così che fra uno schetch a base di Street Fighter e Jurassic Park e le apparizioni di Yoda e Orko, la storia scorre sempre fluida e piacevole e la lettura diventa quasi un'ossessione.
Giuro che non riuscivo a smettere. E giuro che l'ho riletto e rigirato fra le mani per un sacco di tempo, perchè sapevo di avere fra le mani un vero, piccolo, capolavoro.
Ed è bello che Zerocalcare, il protagonista (omonimo dell'autore), sia un'antieroe nel quale è difficilissimo non riconoscersi, soprattutto se si è nati negli anni '80. L'autore ci gioca un sacco su questo scambio di identità fra il suo protagonista e il lettore, confondendoli e a tratti fondendoli, il tutto con grandissima maestria.
Il definitiva non si può che confermare quanto di buono si legge ovunque su questo fumetto: leggetelo e, se potete, compratelo. Forse non vi farà rimorchiare, ma di sicuro lo potete prestare a un amico se si sente un po' giù di morale!
In questi giorni, fra l'altro, esce il secondo volume di Zerocalcare, "Un polpo alla gola" e a questo punto la voglia di leggerlo ammetto che è grandissima. Aspetto Lucca per poterlo prendere, ingannando l'attensa con le storie pubblicate sul blog.
La Profezia dell'Armadillo, comunque, si prende un 10 e lode!
Beh, la risposta è decisamente sì se si tratta della Profezia dell'Armadillo di Zerocalcare, nuovo enfant prodige della novella fumettistica italiana!
Si ride, ci si diverte, senza mai cadere nel banale in una storia di continui flashback, costellati da trovate a metà fra il nerd e la precarietà, la voglia di scappare e quella irrefrenabile di mettere radici dove non c'è neanche più la terra.
Inesauribili le citazioni, soprattutto attraverso i personaggi secondari, di volta in volta raffigurati con le fattezze di Lady Cocca o di Malick, con l'Armadillo come coscienza "cattiva" e sempre pronta a consigliare e mettere in guardia il nostro protagonista sulle insidie della vita di tutti i giorni.
Mai sfidare, ad esempio, "Il Dio del Giorno Dopo", così come non va mai provocato "Il Guardiano del Tempismo", che ti fa sempre fare la scelta giusta al momento sbagliato. Ed è così che fra uno schetch a base di Street Fighter e Jurassic Park e le apparizioni di Yoda e Orko, la storia scorre sempre fluida e piacevole e la lettura diventa quasi un'ossessione.
Giuro che non riuscivo a smettere. E giuro che l'ho riletto e rigirato fra le mani per un sacco di tempo, perchè sapevo di avere fra le mani un vero, piccolo, capolavoro.
Ed è bello che Zerocalcare, il protagonista (omonimo dell'autore), sia un'antieroe nel quale è difficilissimo non riconoscersi, soprattutto se si è nati negli anni '80. L'autore ci gioca un sacco su questo scambio di identità fra il suo protagonista e il lettore, confondendoli e a tratti fondendoli, il tutto con grandissima maestria.
Il definitiva non si può che confermare quanto di buono si legge ovunque su questo fumetto: leggetelo e, se potete, compratelo. Forse non vi farà rimorchiare, ma di sicuro lo potete prestare a un amico se si sente un po' giù di morale!
In questi giorni, fra l'altro, esce il secondo volume di Zerocalcare, "Un polpo alla gola" e a questo punto la voglia di leggerlo ammetto che è grandissima. Aspetto Lucca per poterlo prendere, ingannando l'attensa con le storie pubblicate sul blog.
La Profezia dell'Armadillo, comunque, si prende un 10 e lode!
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