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sabato 15 dicembre 2012

Allen

Un po' Prometheus, un po' Alien, un po' di sarcasmo su Voyager, e il solito antieroe provocatore. Eccoci di fronte ad Allen, ultimo nato nella collezione di albi speciali di Rat Man che l'immenso Leo Ortolani ci regala con regolarità quasi scientifica da ormai diversi anni.

Scrivere una recensione su Ortolani e il suo Rat Man, però, è impresa ardua, direi impossibile. Un po' perchè la stima verso l'autore è tale che qualsiasi "giudizio" o impressione si sospende, sia perchè comunque la qualità resta sempre talmente alta che difficilmente si possono fare discrimini.

Ma proviamoci. L'albo (formato abbastanza elegante, ma sottoposto allo stress dell'umidità tende un po' a imbarcarsi) è la parodia della saga di Alien, soprattutto alla luce dell'ultimo film uscito nelle sale qualche mese fa, che però io non ho visto. Si ride, come al solito, con una comicità che si pone a metà fra il demenziale e il cinico, anche se stavolta (rispetto ad altre parodie, come quella del Signore degli Anelli) si nota forse un po' di più la passione di Ortolani per l'alieno che invade la nave spaziale. La parodia infatti è abbastanza fedele all'originale, e scorre via che è un piacere fra una risata e l'altra.

Come già detto, dire che è bello o brutto proprio non mi riesce. Ho letto tantissimo di Ortolani, forse in altre pubblicazioni o speciali ho riso di più, ma non importa. Resta sempre un prodotto e un fumetto carinissimo e di qualità elevatissima. Forse ripetitivo? Può darsi, ma la comicità di Ortolani è questa, prendere o lasciare. E allora se "nello spazio nessuno può sentirci ridere" meglio così: a volte, leggendo questo fumetto, si può rischiare di disturbare chi ci è seduto accanto con risate fuori dal contesto!

lunedì 26 novembre 2012

Sambre: l'amore ai tempi della rivoluzione

Prendete due occhi rossi come il fuoco, che ammaliano e che sconvolgono; un ambiente alto borghese listato a lutto per il suicidio del capofamiglia; i moti rivoluzionari di Parigi del 1848 e un amore travolgente, che ossessiona e rende completamente pazzi. Mischiate tutto, arricchitelo con colpi di scena e trovate sensazionali, e avrete Sambre, un vero e proprio gioiello d'autore targato Bernard Hislaire e Yann le Pennetier.

Premetto subito una cosa a scanso di equivoci: non è un fumetto "facile", la lettura richiede spesso molta concentrazione per essere goduta appieno e il clima di incertezza, attesa e miseria che si respira in ogni pagina rende un po' angosciante la lettura di questo albo. Ma è un capolavoro.

Francia, 1848 in piena Primavera dei Popoli. Da una parte la borghesia e dall'altra il proletariato. Per i primi i fasti di una vita relativamente tranquilla, per gli altri invece nessuna speranza di riscatto, a meno di sapersi vendere e inserire nei giri altolocati per mezzo del sotterfugio. Una ragazza bellissima, figlia bastarda di una prostituta, con due inquietanti occhi rossi, fa innamorare Bernard, il rampollo della famiglia Sambre, appena sconvolta dal suicidio di Hugo, padre-padrone con la nomea del pazzo. Certificato il loro amore col sangue di una promessa, cominceranno a rincorrersi senza mai trovarsi, sullo sfondo di un'epoca che fa vivere loro esperienze e persone sempre al limite, scoprendo infine una terribile verità.

Non dico altro sulla trama, veramente complessa e ben articolata. Il filo che unisce la storia secondo me è davvero ben tessuto, invogliando continuamente a proseguire la lettura per scoprire cosa e come si intrecceranno tutti gli eventi. Anche i personaggio sono molti, e molto diversi fra loro, specchio ognuno di un "idealtipo" riferito a questo preciso periodo storico. Periodo che si sposa perfettamente con una storia fatta di sangue, passione e voglia di libertà.

Un plauso particolare poi per i disegni, dei veri e propri capolavori. La scelta dei colori, quasi tutti a tono di rosso, bianco e blu, è un tutt'uno con la sceneggiatura, portando alla luce un albo a fumetti che merita di essere letto sotto tutti i punti di vista. In questa edizione, poi, sono raccolte tutte le storie pubblicate in Italia, forse in un formato troppo piccolo per essere goduto appieno.
Sambre è un albo che non deluderà i palati fini.

sabato 24 novembre 2012

Nirvana, gira la ruota e vivi un'altra vita

Immaginate la persona più scaltra, opportunista, maleducata e camaleontica che conoscete. Ecco, potenziatelo al quadrato e forse vi avvicinerete a Ramiro, il protagonista dell'ultima fatica editoriale targata Caluri e Pagani, i mitici autori di Donzauker, l'esorcista più eretico mai visto su dei fumetti in Italia.

E poco importa che questo piccolo e peloso personaggio compaia su una pubblicazione istituzionale della Panini Comics, perchè (nei limiti del possibile) i nostri Paguri hanno messo a segno un altro colpo da novanta per divertimento e versatilità dei testi. "Nirvana, gira la ruota e vivi un'altra vita" è una storia allegra e leggera ma anche tagliente, capace di fare satira e smascherare (rendendoli grotteschi) alcuni "vizi" dell'epoca in cui viviamo.

Una misteriosa vicenda rende Ramiro un testimone chiave in un importantissimo processo, costringendo la polizia a metterlo sotto copertura per salvaguardarne l'incolumità fino alla sua testimonianza, necessaria per condannare il criminale più pericoloso in circolazione. Ma il nostro eroe non riesce proprio a non combinare disastri in sequenza, facendo saltare sistematicamente la propria copertura e costringendo la polizia a studiarne sempre una nuova per metterlo al sicuro. Un loop dal quale Ramiro non riesce a uscire, dovendo quindi reinventarsi una volta calciatore, un'altra assistente sociale o addirittura truccatore di cadaveri...

Insomma una trama che potrebbe suonare abbastanza banale, si rivela albo dopo albo sempre più efficace, soprattutto grazie alla grande caratterizzazione che i nostri Paguri sono riusciti a dare a tutti i personaggi della saga. Detto di Ramiro, protagonista che incarna tutti i peggiori vizi possibili, notevole è soprattutto l'ispettore Buddha, il capo della polizia e responsabile per le coperture, con le fattezze di un Bud Spencer manesco. Bellissima anche la coppia Romino-Bernaccio, i due sbirri che fra incomprensioni e stoltezza, vengono costantemente sbeffeggiati, anche se loro non se ne accorgono. Dal lato dei cattivi, Slobo e Golem, i due sicari del grande capo Occhionero Ronson, sono qualcosa di spettacolare. Ispirati chiaramente al Travolta e al Jackson di Pulp Fiction, ne ricalcano gli strampalati discorsi, lasciando però dietro di loro una serie di disastri che gli impediscono sempre e comunque di identificare ed eliminare Ramiro. Infine, citazione d'obbligo per Cristy, la fidanzata di Ramiro: a volte quello che dice ho pensato che lo avesse scritto la mia, di fidanzata!

La prima serie regolare, composta di sei albi  (più due numeri speciali, lo 0 e il 6 e mezzo) è stata senza dubbio una delle liete novelle del 2011/2012, ma la vera grande notizia è che la Panini ha osato e ha rinnovato Nirvana per un'altra serie di albi, in uscita proprio a Gennaio 2013.

Altri sei numeri per accompagnare Ramiro verso la sua testimonianza contro Occhionero Ronson, e vedremo se i Paguri alzeranno ulteriormente il tiro. Io credo di sì, non resta che aspettare l'anno nuovo (Maya permettendo!)